Ossigeno per gli amori a distanza

Uno qui e uno là, che fanno gli amori a distanza?

Ai tempi del virus che ci ha chiuso a chiave la porta di casa, l’amore si congela e lievita.

Due opposti, il freddo e il tepore. L’uno conserva, l’altro coccola.

L’urgenza è di sovrapporre le parole ai chilometri, messaggi che si allungano da me fino a te, e viceversa. Parole per dire tutto l’amore che provo, anche se una malattia, il contagio, i decreti, le mascherine, la paura…

Le parole sono ossigeno a rilascio prolungato, si respirano subito e vanno in circolo col tempo.

In questi giorni di lunghe telefonate e molti messaggi con amici vicini e lontani, in diversi mi chiedete parole speciali – vi ringrazio della fiducia, sinceramente – per dire a chi non è con voi qualcosa che esprima amore, mancanza, desiderio, progetti.

Qualche giorno fa ho ricevuto la mail di una giovane donna che sa di dover festeggiare il quinto anniversario con il suo fidanzato senza potersi abbracciare, senza stare insieme. Vorrei sorprenderlo, cosa scrivo? mi ha chiesto.

Ho parlato anche con un padre separato che da quando il decreto governativo ha vietato qualsiasi spostamento non vede la sua compagna con la quale ha una relazione da tre anni; in mezzo alle due abitazioni si frappongono pochi chilometri e il comune differente. Ho voglia di stare con lei, intanto voglio inviarle un messaggio speciale. Cosa posso scrivere? mi ha chiesto.

Per non dire di genitori e figli, distanti perché uno vive qui e l’altro là e non c’è verso di abbracciarsi. Si è fatta viva una mamma per chiedere se sia il caso di scrivere una lettera di questa lontananza “anche se poi non la spedirò”. Certo che è il caso! anche d’inviarla.

L’amore a distanza ha tante forme.

Anche tra chi scrive e chi legge c’è un sentimento d’amore.

Cari lettori, cari libraie e librai, dove sono i nostri incontri? Cari lettori, vi sono grata dei messaggi che m’inviate e immagino sguardi, sorrisi, espressioni. Torneremo insieme a parlare di libri, di come si muovono personaggi e storie, da dove spunta una vicenda che poi trovate nei miei libri. E dove sono le ore passate in libreria a sfogliare, consultare, leggere qua e là, tornare a casa con libri nuovi nella borsa?

Aspetto.

Mentre altre storie maturano, la scrittura lievita.

Proprio come gli amori che in questo periodo devono stare distanti.

Pur con un motivo importante come provare a contenere l’espansione di un virus insidioso e subdolo, l’obbligo di stare a casa è una vita in apnea e gli amori a distanza reclamano ossigeno.

Ci sono le videochiamate, i messaggi, le stories, tutta la tecnologia di questo indimenticabile 2020 ma non c’è il contatto, l’odore, la vicinanza. Tutto.

Cosa possono fare le parole?

Le parole macinano chilometri rapidamente e raggiungono il cuore che sta là, in quel comune a due passi dal nostro, in quella città a mezzora di macchina o in quel Paese a portata di volo low cost.

Le parole sono un ponte invisibile e solido che collega i cuori separati dalla distanza. Poter dedicare un messaggio scritto con calma, dopo aver ricercato le espressioni che più si avvicinano al nostro sentire, è lasciare un segno: mentre le situazioni fisiche si congelano, l’amore lievita.

Un messaggio, una lettera, le parole…

E quando il gelo della distanza si scioglierà, anche gli amori lontani riprenderanno tutte le sostanze, tutte le forme, colori e profumi. Proprio come quando la neve si scioglie e spunta la primavera.

Ho voglia di leggervi

… sì, questa volta facciamo al contrario 😉 😉 Segnalatemi le vostre storie d’amore a distanza: potete farlo con un messaggio in privato sulla mia pagina Facebook @silvia.volpi.autrice oppure con una mail a scrivimi@silviavolpi.it

Troveremo insieme parole… più parole, ecco!

E prepariamo il riabbraccio.

 

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