Silvia Volpi

Qualcosa di me

La prima volta
Che mi piacevano le storie degli altri lo capii da piccola, in seconda elementare, quando mio padre – fotografo per hobby – mi portò sul versante pisano del Monte Serra, sul luogo di un disastro aereo successo da poco. Il 3 marzo 1977 Un Hercules C130 dell’Aerobrigata dell’Aeronautica Militare si schiantò sulla cresta del monte. Le foto in bianco e nero del mio babbo, i resti dell’aereo nel bosco, le stradine per salire sul monte e una notizia di cronaca nera di cui parlavano anche giornali e televisioni: la mia curiosità nell’osservare i fatti e le persone, la necessità di raccontare le storie e di fermarle con le parole germogliarono proprio in quei momenti.

Le radici
Sono nata in provincia di Pisa un pomeriggio di gennaio. C’era la campagna toscana intorno a me: la terra, i luoghi e la regione in cui vivo hanno sempre avuto un posto caro nelle mie cose personali e professionali. E’ ancora così.

Silvia Volpi 3 anni
Sono cresciuta in una famiglia in cui si è sempre stati comodi e dove il concetto di radici si è respirato ogni giorno fra persone misurate, garbate e appassionate. Quello che so sulle relazioni – dagli affetti alle amicizie ai legàmi di qualsiasi natura – l’ho imparato da loro. Ed è il patrimonio tra i più ricchi che potevano donarmi.

Letture e i diari
Il primo libro cui mi sono affezionata è stato la “Toscana” delle edizioni Aristea dei secondi anni Settanta: memorizzai tutto di quel testo, ogni riga e ogni foto. Poi sono iniziate le prime letture dei classici per bambini – Zanna Bianca e l’Isola del Tesoro mi agitavano di più – e avanti fino a scoprire che le storie con la famiglia dentro, i figli, i genitori, la vita, erano le mie preferite. Mia madre stimolava e coccolava la passione per lo studio, mio padre mi donava la sua vecchia copia de “I ragazzi della Via Paal”.
A scuola, i temi e i racconti erano i compiti in cui riuscivo meglio. A casa, i diari erano i miei passatempi irrinunciabili. Scrivevo con la penna ovunque, osservavo crescere il calletto dello scrivano sul mio dito medio destro e ne andavo fiera. A sera, prima di andare a dormire, quel rigonfiamento sotto l’unghia era la conferma che avevo riempito con la penna pagine e pagine, sia per i doveri scolastici che per il mio piacere. E spegnevo la luce soddisfatta.

Il primo racconto
La stesura del primo racconto con una storia tutta di fantasia succede a diciott’anni, la protagonista è una giovane donna di nome Elena e le sue vicende stanno su un quadernetto con la copertina di Snoopy. Ancora non lo sapevo, eppure quell’immagine del cagnolino che scrive a macchina conteneva gli strumenti fondamentali della mia vita lavorativa che sarebbe cominciata poco più avanti.

Silvia Volpi Copertina con Snoopy

Il lavoro al giornale
Iniziai a lavorare come impiegata al quotidiano “Il Tirreno”. Come tastierista mi occupavo degli articoli degli altri e intanto m’innamoravo della vita di redazione e presto cominciai anche a scrivere articoli miei per la cronaca locale. Il primo pezzo uscì a settembre 1989. Qualche anno dopo ottenni l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti pubblicisti e continuai a raccontare fatti e persone.
Mi sono divertita intervistando anche qualche bel personaggio famoso. Tuttavia quello che mi è sempre piaciuto di più è raccontare la vita della gente comune, persone che per qualche ragione hanno una storia da tirare fuori, legami familiari, grandi cambiamenti, drammi, successi. Quelli erano e sono ancora i miei argomenti preferiti.

Lavoro ancora al quotidiano Il Tirreno come segretaria di redazione.

La narrativa e il primo libro
Pur annusando spesso la scrittura giornalistica, quella narrativa è venuta presto e sempre più spesso a strizzarmi l’occhio.
Comincio i primi corsi fra narratologia e editing. Una pratica che ho seguito negli anni in ambienti diversi e con autori, editor e docenti di scrittura creativa e autobiografica.
Avvio la stesura del mio primo romanzo e sento che è una goduria pazzesca. Il testo definitivo ce l’ho nel giro di un paio d’anni.
Nel 2010 esce “Sabato pomeriggio” pubblicato dalla casa editrice Edilet. E’ il mio primo libro.

 

I racconti, i corsi e molto altro
Appena possibile, un po’ ogni giorno, scrivo storie, racconto personaggi.
Ho concluso la stesura del secondo romanzo e compiuto il terzo, a oggi inediti.
Scrivo racconti che diffondo nel web, tengo corsi di scrittura creativa e autobiografica. Mi sto avvicinando al life coaching con particolare attenzione alle vite di mamme che lavorano e che puntano all’equilibrio tra la vita familiare e quella lavorativa.
Sto scrivendo una nuova storia, tengo il blog, suono il pianoforte, mi piace camminare all’aperto e adoro i paesaggi toscani.
In casa vivo con quattro maschi che rendono la mia vita più ganza: marito e tre figli. Ci divertiamo a inseguire obiettivi e scoprire orizzonti. Per farlo servono scarpe comode che ogni tanto fotografiamo.
Questa qui è una delle immagini in cui tutti e cinque siamo riusciti a tenere i piedi fermi.

  • Silvia Volpi
    Eccomi qua
  • La Torre per festeggiare la conclusione di ogni stesura
    La Torre per festeggiare la conclusione di ogni stesura
  • Tenendo un incontro sulla scrittura autobiografica
  • Eventi e scrittori alla Città dei Lettori a Firenze
    Eventi e scrittori alla Città dei Lettori a Firenze
  • Durante il premio letterario a Casciana Terme
  • Un firmacopie di Sabato pomeriggio
    Un firmacopie di Sabato Pomeriggio
  • Scrivere di musica dopo il concerto di Jovanotti
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  • A Matera per il Festival internazionale di narrativa femminile Wff
    A Matera fra le scrittrici
  • Il mio primo Salone del libro a Torino
    Al salone del libro di Torino 2011
  • Presentazione del libro Sabato pomeriggio a Suvereto
    Firmacopie a Suvereto
  • I libri e l’estate: incontri culturali nei borghi toscani, qui siamo a Suvereto
    I libri e l'estate: incontri nei borghi toscani, qui a Suvereto
  • Presentazione del mio libro a Castagneto Carducci
    Presentazione del libro a Castagneto Carducci
  • In piazza dei Miracoli