Le parole aiutano a scacciare la paura

Le parole scavano strade e ci portano in territori impensati che non avevamo previsto né immaginato.

Quali parole? Le nostre, quelle che scriviamo in un momento qualsiasi. Anche poche, su un foglio, in un messaggio, tra la gente o nel chiuso di un ufficio. Le parole nostre, quelle che leggiamo.

La forza delle parole riesce a sfuggire al nostro controllo, va oltre la ragione. Meglio saperlo.

L’ennesima conferma l’ho avuta dai bambini alle prese con la paura del lupo.

Paura, agli adulti dice qualcosa? Ci sta, lo sappiamo che anche noi grandi a volte abbiamo paura.

 

Lavorando con le parole mi capita spesso di utilizzare la scrittura con gli adulti come strumento di crescita, a volte anche in workshop dove si mettono a punto strumenti per aumentare l’efficacia di imprenditori e collaboratori, per spingere il business.

Questa volta il concetto me l’ha ricordato un bambino.

 

Sono andata a scuola a fare una lettura: scuola primaria, gruppo misto di bambini delle classi seconda, terza e quinta, una favola da leggere ad alta voce per coinvolgere un po’ tutti e appassionare i piccoli alla storia, ai protagonisti e alle loro avventure.

Leggo una favola dove una lupa attraversa varie età e situazioni, incontra altri animali, corre qualche rischio e prima di andare al lieto fine ecco che trovo una frase più ganza delle altre. Potente.

Prima di leggerla, anticipo ai bambini che sto per dire una frase molto bella, li invito a stare ancora più attenti, a soffermarsi con il pensiero a queste poche parole:

“Ogni paura svanisce nel momento stesso in cui lo vedo”.

La ripeto due o tre volte e ribadisco la bellezza, la forza di questa frase.

Di nuovo a voce alta: “Ogni paura svanisce nel momento stesso in cui lo vedo”.

 

Andiamo avanti con la lettura, ci divertiamo a immaginare altri finali possibili, altri animali protagonisti del racconto e la lupa diventa un orso, la pelliccia si ricolora.

Insomma lavoriamo di fantasia e ci divertiamo.

Alla fine, invito i bambini a rappresentare con un disegno la storia che abbiamo letto insieme oppure – i meno entusiasti della matita – possono scrivere a lettere grandi un’unica parola che è rimasta loro impressa, una parola che passa in testa lì per lì.

 

Ecco la sorpresa.

Ecco la magia.

I bambini mostrano i loro disegni, chi la lupa, chi il bosco, chi un cane e via così. Altri scrivono parole a caratteri grandi in mezzo al foglio. E allora “Libri”, “Lupa”, “Cuccioli” e poi ecco un bimbo con un pezzo di carta che mi apre occhi e cuore: da una parte il bambino ha disegnato un piccolo lupo e un altro animaletto vicino a un albero; in cima al foglio, grande in stampatello, ha scritto:

“Quando vedo una cosa, svanisce”.

Capite cos’è successo? La frase di prima cos’è diventata?

Rileggo la frase scritta con il lapis: “Quando vedo una cosa, svanisce”.

Lasciando il foglio davanti a me il piccoletto dice:

“Ora non ho più paura”.

E va via sorridente.

Le parole lavorano nella nostra testa e la scrittura è uno strumento che accende un faro davanti a noi.

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