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A Pisa il Capodanno si festeggia anche il 25 marzo

Capodanno due volte nell’arco di dodici mesi, festeggiamenti doppi, un raggio di sole a ricordare che tutto comincia con la luce. Amanti delle stravaganze o radicati nella storia, i pisani si danno la possibilità di festeggiare l’inizio dell’anno anche ogni 25 marzo. Quel giorno, vicino all’equinozio di primavera, si chiama Capodanno Pisano e segna l’inizio di nuovo anno così come stabilì l’antico calendario rimasto in vigore dal XII secolo e per oltre cinquecento anni.

Fuochi d’artificio sparati dalle imbarcazioni sull’Arno, rievocazioni storiche nello splendore di piazza dei Miracoli e piazza dei Cavalieri, spettacoli d’arte varia, menù a tema nei locali della città, luci ovunque ad annunciare il 2020 con nove mesi d’anticipo.

Tra l’altro, scrivendo 2020 mi rendo conto che questa cifra è una gran figata e che tra qualche mese, quando tutto il mondo comunemente legato al calendario gregoriano brinderà per davvero all’avvio del nuovo anno, avremo trecentosessantacinque giorni anche per poter giocare con il “due volte venti”.

Ma torniamo nella città della torre pendente.

Coloro che si sentono sempre un po’ avanti sui tempi, quelli che scalpitano di fronte alla lentezza o chi pensa di vivere in un mondo a bassi giri, trovano a Pisa una dimensione ideale e possono entrare nel nuovo anno un po’ prima degli altri.

Oltre ai fatti storici, in questa faccenda che è anche un pizzico di suggestione e il fascino della luce del sole che dà il via a tutto.

A mezzogiorno del 25 marzo un raggio di sole entra dalla finestra rotonda del duomo di Pisa e colpisce una mensolina a forma di uovo posta sopra il pergamo di Giovanni Pisano. E’ il Capodanno e in piazza dei Miracoli partono i festeggiamenti con il corteo storico che attraversa le vie fino a piazza dei Cavalieri. Fra la torre dell’Orologio e il palazzo della Carovana, riti e musica e colori a sottolineare l’attaccamento della città alla sua storia e ai momenti che ne hanno segnato l’ascesa. L’avvio d’anno stabilito dall’antico calendario pisano riporta ai tempi di Pisa repubblica marinara e così si è continuato a contare per secoli fino al 1749 quando il granduca Francesco Stefano di Lorena impose il calendario gregoriano in tutto il territorio toscano e anche lo stato pisano, che all’incirca corrispondeva alle province di Pisa e Livorno, si adeguò all’1 gennaio.

Negli anni ’80 la Parte di Mezzogiorno del Gioco del Ponte decise di ufficializzare le celebrazioni del 25 marzo e da lì in poi così è stato grazie anche all’Associazione degli Amici del gioco del ponte che coordina le attività insieme con il Comune. Leggi qui il programma di quest’anno

E i libri che dicono? Tra i volumi pubblicati più di recente c’è anche “Le tre età di Pisa. Il Capodanno pisano e lo scorrere del tempo” (Marchetti editore) che racconta di quando l’anno iniziava nel giorno dell’Annunciazione, il 25 marzo.

Diversi storici si sono dedicati all’argomento. Qui un’intervista messa in rete dal giornale online Pisanews.

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